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Lago di Sorapis: sentiero 215 dal Passo Tre Croci, scale e rifugio
Il Lago di Sorapis è un piccolo lago turchese a circa 1.923 metri, incastonato in una conca di pareti rocciose sul versante nord del gruppo del Sorapiss, vicino a Cortina d’Ampezzo. Di solito ci si arriva con il sentiero 215 dal Passo Tre Croci (1.805 m), il valico sulla strada tra Cortina e Misurina. Non è una camminata lunga: la scheda dell’itinerario della guida alpina Enrico Maioni su PlanetMountain indica 5,2 km per tratta e circa 2 ore in salita, e l’ente turistico di Cortina indica 4 ore per andata e ritorno.
Ciò che la rende impegnativa è un breve tratto di scale metalliche e una cengia esposta attrezzata con cavi. Non è tecnicamente difficile, ma non è adatta a chi soffre di vertigini, e l’ente turistico di Cortina classifica la camminata come sentiero per esperti. All’arrivo, il Rifugio Vandelli, rifugio della sezione di Venezia del Club Alpino Italiano (CAI), si trova a pochi minuti dal lago ed è aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Questa guida descrive il percorso, i tempi, i tratti esposti, il parcheggio, il rifugio, le regole al lago e come inserire l’escursione in una visita alle Tre Cime.
Il Lago di Sorapis in sintesi
- Partenza: Passo Tre Croci, 1.805 m, sulla SR 48 tra Cortina e Misurina.
- Sentiero: CAI 215, segnalato per il Rifugio Vandelli.
- Distanza: 5,2 km per tratta secondo la scheda di PlanetMountain; l’ente turistico di Cortina indica 10,5 km andata e ritorno.
- Dislivello: circa 220 m in salita all’andata, con saliscendi; 434 m in totale andata e ritorno, secondo il dato dell’ente turistico.
- Tempo: da 1 ora e 30 minuti a 2 ore e 30 minuti per tratta, a seconda della fonte (vedi sotto); 4 ore andata e ritorno secondo l’ente turistico.
- Difficoltà: nessuna vera difficoltà tecnica, ma scale e tratti esposti attrezzati con cavi; non adatto a chi soffre di vertigini.
- Rifugio: Rifugio Vandelli, 1.926 m, aperto dal 20 giugno al 20 settembre.
- Al lago: niente bagno, niente campeggio, niente rifiuti.
Dove si trova e che rapporto ha con le Tre Cime
Il lago si trova nel comune di Cortina d’Ampezzo, su terreni di proprietà delle Regole d’Ampezzo, le storiche comunità che gestiscono i beni collettivi della valle d’Ampezzo. Non fa parte delle Tre Cime, ma le due mete sono vicine. Dal rifugio si guarda a nord verso le Tre Cime e in basso verso Misurina e il suo lago, e dal sentiero stesso si vedono il Cristallo, il Popena, i Cadini di Misurina e le Tre Cime.
Il collegamento è la strada. Il Passo Tre Croci si trova sulla strada statale 48, che valica il passo da Cortina a Misurina; secondo auronzo.info Misurina è a circa 30 minuti d’auto da Cortina passando per il passo. Da Misurina, la strada a pedaggio su prenotazione sale al Rifugio Auronzo, punto di partenza del giro delle Tre Cime. La partenza per il Sorapis si trova quindi lungo il tragitto da Cortina alle Tre Cime, ma le due camminate sono gite separate.
Una leggenda locale lega i due laghi. Secondo il racconto che si tramanda a Misurina, re Sorapis si lasciò trasformare in montagna per esaudire il desiderio della figlia viziata, Misurina, e le sue lacrime formarono più in basso il Lago di Misurina.
Il sentiero 215 dal Passo Tre Croci: il percorso
Trovare la partenza
Da Cortina, sali in auto lungo la SR 48 fino al Passo Tre Croci e prosegui per circa 200 m fino all’inizio segnalato del sentiero. Il percorso è ben segnato: segui le indicazioni per il Rifugio Vandelli e il sentiero numero 215.
Nel bosco
La prima metà è tranquilla. Si parte in leggera discesa su una strada forestale che presto diventa sentiero, poi si cammina nel bosco con piccoli saliscendi ai piedi delle Cime di Malquoira. L’ente turistico di Cortina descrive questo tratto come vario e panoramico, con una salita complessiva minima.
Le scale e la cengia
Dopo circa un’ora di cammino, una scala metallica con corrimano fa guadagnare quota. È sicura, ma la sua altezza e l’esposizione possono mettere a disagio chi non ama il vuoto, e la scheda di PlanetMountain segnala che è qui che si formano le prime code. Più avanti il sentiero è in parte scavato nella roccia di un ripido contrafforte. Un altro tratto esposto, attrezzato con una fune metallica, segna la fine delle difficoltà. L’ente turistico di Cortina descrive lo stesso tratto come alcune scale metalliche e alcuni passaggi esposti lungo una cengia pianeggiante, attrezzati con cavi metallici.
L’ultimo tratto
Dopo i cavi il sentiero sale dolcemente tra larici sparsi e mughi fino al Rifugio Vandelli. Poco prima del rifugio, le indicazioni portano al lago, che è a un passo. Compare all’improvviso, in una conca ai piedi delle pareti.
Il ritorno
L’ente turistico consiglia di tornare per la stessa strada, sul sentiero 215. Esiste un anello per Forcella Malquoira (scritta anche Marcoira), ma è solo per escursionisti esperti.
Quanto tempo ci vuole?
Le fonti danno tempi diversi, e la differenza è utile:
- Il CAI Venezia, proprietario del rifugio, indica 1 ora e 30 minuti dal Passo Tre Croci sul sentiero 215.
- Il sito del Rifugio Vandelli indica da circa 1 ora e 45 minuti a 2 ore e 30 minuti, e sottolinea che i tempi sono indicativi.
- La scheda di PlanetMountain indica una media di 2 ore fino al lago.
- L’ente turistico di Cortina indica 4 ore per andata e ritorno.
I tempi più brevi valgono per escursionisti allenati con un passo regolare. Le code alle scale, le foto e il tempo passato al lago si sommano, quindi calcola almeno mezza giornata, e un’intera mattinata in alta stagione.
I tratti esposti: a chi è adatto
È la domanda più importante. Il percorso non presenta vere difficoltà tecniche, ma comprende alcuni tratti esposti, e la scheda di PlanetMountain è chiara: non è adatto a chi soffre di vertigini o a chi si trova a disagio quando altezza ed esposizione si fanno sentire davvero. L’ente turistico di Cortina va oltre e classifica la camminata come sentiero per esperti.
In pratica:
- Gli escursionisti sicuri che non soffrono di vertigini la troveranno una mezza giornata senza problemi, anche se affollata.
- Escursionisti insicuri e bambini: la scheda consiglia un kit da ferrata (imbrago e longe) per bambini ed escursionisti insicuri su scale e cavi.
- Calzature: si consigliano scarpe da trekking e una giacca impermeabile e antivento. La roccia bagnata è scivolosa.
- Tornare indietro alla prima scala è una scelta sensata se già lì non ti senti a tuo agio; il tratto nel bosco è piacevole di per sé.
- Meteo: evita i tratti esposti con la pioggia, con il ghiaccio o con un temporale in arrivo.
Parcheggio al Passo Tre Croci e autobus
Il parcheggio è l’altro problema pratico. All’inizio del sentiero non c’è un parcheggio di dimensioni adeguate, e nelle giornate affollate le auto si allineano lungo la strada al passo. La scheda di PlanetMountain lo dice chiaramente: parcheggiare vicino al Passo Tre Croci è difficile per l’affollamento, e l’autore suggerisce di prendere invece l’autobus dalla stazione delle corriere di Cortina.
- In auto: arriva presto, soprattutto a luglio e agosto e nei fine settimana, e parcheggia solo dove è consentito.
- In autobus: il suggerimento della scheda è l’autobus dalla stazione delle corriere di Cortina; controlla l’orario estivo aggiornato di Dolomiti Bus per le corse che passano dal passo.
- Da Misurina: il passo si trova sulla stessa strada, a breve distanza in auto.
Il Rifugio Vandelli
Il Rifugio Alfonso Vandelli si trova a 1.926 m al centro dell’anfiteatro settentrionale del Sorapiss, quasi sul bordo del gradino roccioso da cui si getta la cascata. Appartiene alla sezione di Venezia del CAI ed è gestito dalla famiglia Pais Bianco.
- Stagione: aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Eventuali aperture anticipate o prolungate vengono annunciate sul sito del rifugio.
- Posti letto: 34, più 6 nel locale invernale. Per pernottare si prenota direttamente con il rifugio.
- Storia: il CAI Venezia indica il 1966 come anno di costruzione, mentre l’ente turistico di Cortina afferma che il rifugio fu costruito in origine nel 1890.
- Avviso 2026: a causa della carenza d’acqua, i bagni pubblici del rifugio sono temporaneamente chiusi dal 13 luglio 2026, mentre il rifugio resta aperto. Controlla gli avvisi sul suo sito prima di partire.
Pernottare è il modo migliore per vedere il lago in tranquillità, all’alba o la sera, quando gli escursionisti in giornata se ne sono andati.
Il lago
Perché ha quel colore
Il colore va dall’azzurro cielo all’acquamarina, e l’ente turistico di Cortina ne spiega il motivo: una polvere di roccia finissima trasportata dal ghiacciaio del Sorapis, che con il suo disgelo alimenta il lago in primavera e in estate. L’acqua è sempre fredda.
Dove va l’acqua
Il lago è scavato nella roccia e non ha un emissario in superficie. L’acqua scorre sottoterra e riemerge in una cascata chiamata el Piss, da cui prende il nome la montagna: Sora el Piss significa “sopra la cascata”.
Le montagne intorno
Il lago si trova in un anfiteatro naturale di pareti rocciose. La guglia proprio alle sue spalle è il Dito di Dio, a 2.603 m. Sulle Tre Sorelle, una delle pareti che circondano il lago, Emilio Comici e Giordano Bruno Fabjan aprirono nel 1929 una delle prime vie di sesto grado della storia dell’alpinismo.
Le regole al lago
La pagina del rifugio dedicata al lago è breve e chiara:
- Vietato campeggiare.
- Vietato fare il bagno.
- Vietato lasciare rifiuti di qualsiasi tipo.
Indossa abbigliamento da escursione adeguato e scarpe da trekking e tieni d’occhio il meteo. Il lago è piccolo e molto frequentato, e secondo PlanetMountain le Regole d’Ampezzo, la forestale e il rifugio hanno dovuto fare i conti con rifiuti e sovraffollamento. Riporta a valle tutto quello che hai portato.
Cosa portare
- Scarpe da trekking o scarponi con una buona aderenza. Le scale, la cengia rocciosa e le radici nel bosco sono tutte scivolose quando sono bagnate.
- Una giacca impermeabile e antivento. Il meteo può cambiare in fretta, e il lago si trova in una profonda conca di pareti sul versante nord della montagna.
- Acqua e snack. In stagione il rifugio serve da mangiare, ma porta abbastanza per la camminata, e ricorda che nel 2026 i suoi bagni pubblici erano chiusi dal 13 luglio.
- Un kit da ferrata per bambini o escursionisti insicuri, come consiglia la scheda dell’itinerario.
- Un sacchetto per i rifiuti, per riportare tutto a valle.
- Soldi per il rifugio, e una prenotazione se pensi di fermarti a dormire.
Foto
Il lago dà il meglio quando l’acqua è calma e la luce illumina il Dito di Dio alle sue spalle. La mattina presto regala l’acqua più ferma e meno gente sulla riva; in alta stagione, a tarda mattinata la riva è affollata. All’andata, i tratti aperti sopra il bosco offrono viste verso il Cristallo, i Cadini e le Tre Cime. Quando ti fermi a fare foto nel tratto della cengia, stai ben lontano dal bordo, e sulle scale lascia passare gli altri invece di fermarti.
Altri percorsi per il lago
- Da Federavecchia–Valbona sul sentiero 217: il CAI Venezia indica 1 ora e 30 minuti, ed è l’unico accesso in inverno. Il tempo indicato dal rifugio per questo percorso è più lungo, quindi calcola del margine.
- L’anello per il Laudo e Forcella Malquoira (sentieri 213, 216 e 215): il rifugio indica circa da 3 a 4 ore. L’autore di PlanetMountain descrive l’anello come più appagante ma riservato agli escursionisti esperti.
- Sentieri chiusi: dopo una frana nella zona Sorapiss–Croda Marcora, i sentieri 241 (da Dogana Vecchia alla Cengia del Banco) e 242 (la ferrata Francesco Berti) sono chiusi, con un’ordinanza del Comune di San Vito di Cadore del 18 giugno 2025. Controlla gli avvisi del rifugio prima di programmare qualsiasi cosa oltre il lago.
Quando andare
- La stagione del rifugio, dal 20 giugno al 20 settembre, è la finestra naturale, con cibo, bevande e riparo all’arrivo. A inizio stagione chiedi al rifugio se sul percorso resiste la neve.
- Bassa stagione e giorni feriali sono i momenti migliori. La scheda dell’itinerario chiede ai visitatori di venire in bassa stagione e, se possibile, non nel fine settimana.
- Partire presto aiuta a luglio e agosto: arrivi alle scale prima delle code e al lago prima della folla, anche se in discesa incontrerai comunque molta gente.
- I temporali pomeridiani sono frequenti d’estate nelle Dolomiti; i tratti esposti non sono il posto giusto dove farsi sorprendere.
- L’inverno è tutt’altra cosa. L’unico accesso invernale è il sentiero 217 da Valbona, e le condizioni richiedono esperienza di montagna.
Abbinare il Lago di Sorapis alle Tre Cime
Il Sorapis e le Tre Cime sono due delle camminate più note tra Cortina e Misurina, e si abbinano facilmente nello stesso viaggio, anche se non nella stessa giornata.
Due giorni, non uno
Entrambe le camminate richiedono una mattinata o più. Andata e ritorno al Sorapis richiedono 4 ore secondo l’ente turistico di Cortina, e il giro delle Tre Cime dal Rifugio Auronzo altre 4 ore sui sentieri 101 e 105 secondo l’ente turistico locale. Aggiungi la guida, il parcheggio a un passo affollato e una fascia oraria prenotata sulla strada a pedaggio delle Tre Cime, e la giornata diventa una corsa. Dedica un giorno a ciascuna e scegli quello più limpido per le Tre Cime.
Un programma sensato in due giorni
- Primo giorno: sentiero 215 fino al Lago di Sorapis in mattinata, pranzo al Rifugio Vandelli, rientro al Passo Tre Croci nel primo pomeriggio e passeggiata serale intorno al Lago di Misurina.
- Secondo giorno: le Tre Cime dal Rifugio Auronzo, raggiunto con la strada a pedaggio su prenotazione o con una navetta, con il punto panoramico dei Cadini di Misurina come aggiunta.
La nostra guida al giro delle Tre Cime copre il secondo giorno, e il punto panoramico dei Cadini di Misurina è la breve camminata che parte dallo stesso rifugio.
Dormire nei dintorni
Cortina e Misurina funzionano entrambe come base, con il Passo Tre Croci sulla strada tra le due e la strada a pedaggio delle Tre Cime che parte vicino a Misurina. Se arrivi da Venezia per un solo giorno, le gite guidate in giornata puntano sui punti panoramici più che sulle lunghe camminate; la nostra guida alle Tre Cime da Venezia spiega le opzioni. Per camminare in compagnia sul lato delle Tre Cime, l’escursione in piccolo gruppo da Misurina accoglie fino a 4 escursionisti, e la pagina dei tour elenca le proposte disponibili nelle tue date. Per un altro lago famoso della zona, vedi il Lago di Braies.
Domande frequenti
Quanto è lunga l’escursione al Lago di Sorapis?
Circa 5,2 km per tratta dal Passo Tre Croci sul sentiero 215, secondo la scheda di PlanetMountain, oppure 10,5 km andata e ritorno secondo l’ente turistico di Cortina. I tempi di salita vanno da 1 ora e 30 minuti (CAI Venezia) a 2 ore e 30 minuti (il rifugio); l’ente turistico indica 4 ore andata e ritorno.
L’escursione al Lago di Sorapis è pericolosa?
Non presenta vere difficoltà tecniche, ma comprende scale metalliche e una cengia esposta con cavi, e non è adatta a chi soffre di vertigini. L’ente turistico di Cortina la classifica come sentiero per esperti. Evitala con il bagnato o con il ghiaccio.
Si può fare il bagno nel Lago di Sorapis?
No. È vietato fare il bagno, così come campeggiare e lasciare rifiuti. L’acqua, poi, è fredda tutto l’anno, perché arriva dal ghiacciaio del Sorapis.
Dove si parcheggia per il Lago di Sorapis?
Al Passo Tre Croci, sulla SR 48 tra Cortina e Misurina, dove i posti sono limitati e si riempiono presto. La scheda dell’itinerario suggerisce invece l’autobus dalla stazione delle corriere di Cortina.
Quando è aperto il Rifugio Vandelli?
Dal 20 giugno al 20 settembre. Nel 2026 i suoi bagni pubblici sono stati chiusi dal 13 luglio per la carenza d’acqua, mentre il rifugio è rimasto aperto.
Si possono fare il Lago di Sorapis e le Tre Cime in un giorno?
È possibile per escursionisti veloci con l’auto, ma la giornata diventa molto lunga: circa 4 ore per ciascuna camminata, più la guida e una fascia oraria prenotata sulla strada a pedaggio delle Tre Cime. Due giorni separati sono molto più piacevoli.